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PODOCIBERNETICA: ORTESI A CONCEZIONE TRIPLANARE

Perché Cibernetica?
Cibernetica dal greco “Kibertes” vuole dire “arte del timoniere”.Il temine stava ad indicare per Platone l’arte di pilotare gli uomini e pur avendo un significato inizialmente politico, nel 1953 viene usato da uno scienziato americano di nome Wiener nel suo significato attuale di:”scienza dell’assimilazione, della elaborazione e dell’utilizzazione delle informazioni”.

Perché Podocibernetica?
Perché l’essere umano funziona come un computer, è cioè dotato di un sistema in cui informazioni esterne ed informazioni interne devono essere assimilate e integrate per ottenere delle risposte di adattamento con il mondo che ci sta attorno, risposte di tipo motorio, psicologico, sociale e via dicendo. Ecco perché il termine Podocibernetica si può correttamente applicare all’utilizzo biologico delle informazioni che arrivano dai piedi, per l’elaborazione di risposte posturali e deambulative motorie adeguate in funzione del gesto o del movimento che dobbiamo fare.

Perché non Posturologia?
Il termine Posturologia molto usato in Francia sta invece ad indicare solo lo studio dei meccanismi che regolano le nostre posture, ma tale definizione, a mio parere, non è esaustiva in quanto basata sopratutto su presupposti di tipo statico e di studio del sistema posturale fine. Il termine “posturale” che io adotto è invece un concetto biodinamico che ha a che fare con l’equilibrio e con il movimento.

Perché Triplanare?
Triplanare sta ad indicare qualche cosa che lavora su tre piani. L’essere umano è un essere triplanare sul piano generale e anche il piede lavora su piani e assi triplanari. Ecco perché il nostro di tipo di concepire sopratutto le ortesi,oggetto di questa conferenza, deve essere finalizzato ad una riposizione e/o ad una ristimolazione triplanare. Il concetto di Triplanarità può essere visto: 1) in chiave biomeccanica e allora dobbiamo parlare di piani saggitali, frontali, orrizontali con i loro relativi assi.2) in chiave triplanare posturale, e allora parliamo di statica, di deambulazione e di movimenti.3) in chiave triplanare umana esistenziale che include allora una parte fisica, una parte mentale, e una parte energetica.
Chiaramente questi tre concetti “cibernetica, posturale, triplanari” ci devono stimolare a cambiare la nostra visione delle cose. Sino ad oggi la visione che avevamo era una visione strettamente ortopedica; ricordiamo che “Orthos” in greco vuole dire dritto e l’ortopedia cerca attraverso uno studio esclusivamente della forma e dell’anatomia delle cose, di ripristinare delle correzioni per mettere tutto in maniera “dritta”.
Ma se noi applichiamo questi concetti all’essere umano ci rendiamo conto che questi non è fatto solo di ossa, articolazioni, e muscoli assemblati insieme in maniera esclusivamente matematica – geometrica! No.Il modo in cui si muove, il modo in cui reagisce agli ambienti, ai gesti e agli stimoli, ha a che fare con ciò che ha nella testa, con l’educazione che ha ricevuto con la sua psicologia di vita con i traumi subiti, nonché alla somatizzazione di alcuni conflitti interiori,

Perché allora Podolistica?
Ecco perché pur essendo podologi, se teniamo una visione globale olistica nel nostro paziente, da cui ho coniato il termine podolistica, dobbiamo tenere conto di studiare si la biomeccanica, si la postura, si il movimento, ma il tutto integrato in un essere umano che è unico ed irriproducibile e indivisibile, e che va dunque analizzato nel suo insieme.
Olistica, infatti deriva dal greco “Holos”,ha significato di globalità, di completezza. Il problema nel nostro mondo professionale è che finora leggendo vari libri o articoli su riviste dei vari “guru” della podologia si trovano sempre e solo enunciazioni di verità assolute, descrizioni di schemi precisi di patologie,conclusioni terapeutiche assolutamente logiche.
Ma quando ci ritroviamo nei nostri studi privati,tutte queste belle teorie si scontrano con le molteplici realtà rappresentate dai pazienti e dalle loro peculiari malattie, ognuna diversa dall’altra!
Tutte le teorie biomeccaniche da Lelievee, a Lavigne,a Root,a quelle posturali da Bourdiol, a Villeneuve,a Bricot etc, sono in realtà teorie soggettive dotate ognuna di un buon senso, ma in effetti la realtà è che ognuno ha trovato una buona  soluzione per risolvere a modo suo, i vari problemi riscontrati .
Il problema di voler tutto sintetizzare in “ricette” “pret à porter” è che:
1°) La natura non ha la nostra stessa logica, né solo quella di qualunque di questi “guru”.
2°) La salute e quindi la medicina non è matematica.
La nostra mente ha sì bisogno di semplificare le cose per catalogarle e questo va bene in un quadro di formazione scolastica, ma quando passiamo dalla teoria alla pratica,abbiamo visto test eseguiti accuratamente dal punto di vista scientifico (ad esempio in psicologia) e dopo di ché persone considerate normali effettuare delle cose al di fuori della logica!
Abbiamo visto classificare piedi come patologici, piatti, etc e persone con tali tipi di piedi vincere delle medaglie d’oro alle olimpiadi! o viceversa abbiamo trovato altri con piedi assolutamente normali dal punto di vista morfologico e con dati parametrizzati nella norma presentare delle patologie complesse e difficili da risolvere.
La mia idea è che la nostra chiave di lettura sta nelle relazioni tra uomo e piede e nel concetto di equilibrio.Per questo dobbiamo comprendere bene la differenza tra postura ed equilibrio.
Che differenza vi è quindi tra postura ed equilibrio?
La postura ha a che fare con la posizione, e’ lo stato nel quale si trova un corpo in relazione ad un altro punto di riferimento. E’ un concetto fondamentalmente statico. La maggior parte della postura viene studiata infatti in condizioni non naturali bensì in condizioni cosiddette di referenza per capire come funziona il sistema posturale fine che ne è considerata la base,ma abbiamo già visto che la postura è molto di più.
Il concetto di equilibrio invece è dinamico visto che rappresenta istante per istante lo stato di riposo di un corpo stimolato da molteplici forze diverse che si annullano.Quindi considerato che queste forze si muovono in continuazione vi è la ricerca costante di un equilibrio nuovo ogni istante.
Equilibrio è dunque un concetto più dinamico, più moderno, che tiene conto dei vari fattori in gioco: schema corporale, recettori labirintici, informazioni visuali, sistemi propiocettivi, captori esterocettivi, psichismo personale, morfologia osteo-articolare, respirazione, problemi occlusali dentali, gesti ripetitivi nel lavoro, cicatrici e antecedenti dolorosi: tutto ciò modifica e condiziona il nostro equilibrio e le nostre posture.
Per arrivare alla concezione della terapia, soprattutto ortesica, abbiamo visto quindi la necessità di:
1)vedere le cose da un punto di vista triplanare prima globale e poi locale del piede,
2) esaminare le cose da un punto di vista biomeccanico per vedere come è fatta la persona da
un punto di vista osteo-articolare e muscolare.
Per arrivare a tali elaborazioni è fondamentale un esame posturale globale:
A: Aspetto Posturale Globale: normale – antepulso – retropulso – lateralizzato.
B: Posizione del Bacino: normale – antepulso – retropulso – in girazione – in basculamento.
C: Posizione del Ginocchio: normale – varo – valgo – flesso – recurvato.
D: Posizione della Rotula: normale – convergente – divergente.
E: Posizione della Tibia: normale – vara – torsione esterna
F: Posizione del Piede: normale – everso – inverso.
G: Posizione del Tronco:flessioni laterali – giramenti – anteropulsione
Secondariamente un esame biomeccanico podalico:
A: Sottoastragalica
B: Mediotarsica
C: 1° Metatarso falangea
D: Tibio tarsica

Infine tener conto dell’insieme e del movimento mediante analisi informatizzate e
videodigitali integrate:
A: FAS > piattaforma per studio pressioni e tempi
B: SKG > stabilometria per studio postura
C: ORTOWIEW – videocamera per studio cinematica
D: DINATTO > solette a sensori per studio doppio appoggio
Per ciò che concerne le ortesi,non parliamo più di correzione o di cunei con plantari ortopedici ma di ortesi intese come interfacce riarmonizzanti e riequilibranti. Introduciamo dunque i termini: riposizionamento e riequilibrio. “Riposizionamento” quando s’inserisce in un insieme un elemento necessario al suo funzionamento affinché l’intero sistema assuma una determinata posizione statica o dinamica. “Riequilibrio” quando progettiamo un dispositivo capace di controbilanciare automaticamente le azioni delle varie forze applicate mediante opportune modificazioni della distribuzione delle stesse.
Gli studi podologici veramente moderni e innovativi del 2000 devono adeguarsi alle nuove visioni dell’uomo.
I principi della Cibernetica, in una visione dinamica ed integrata dell’essere umano, permetteranno un eccellente passo in avanti della nostra professione, permettendoci di passare da una visione esclusivamente ortopedica basata solo sulle forme e sull’anatomia ad una visione solistica, funzionale.
Grazie alle diverse visioni d’esame del paziente, interrelazionando tutti i dati ricercati, potremo arrivare ad una revisione cibernetica del soggetto, ad una diagnosi globale e ad una concezione ortesica “triplanare olistica”.
“ La coreografia dei mostri movimenti è l’espressione di ciò che siamo internamente !! ”

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