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Il PIEDE D’ATLETA è un’infezione micotica scientificamente conosciuta con il termine di “ tinea pedis”, e/o tricofitosi, dermatofitosi.

A cura del team Alipod Foot Clinic.

Le infezioni micotiche che riguardano la cute sono molto difficili da eliminare, in quanto le spore sono molto resistenti ai vari antisettici  e continuano la loro riproduzione anche in condizioni sfavorevoli. Le spore possono rimanere in attesa di condizioni favorevoli di sviluppo e la pelle dei piedi offre le condizioni ideali alla loro crescita e moltiplicazione: oscurità, caldo e umidità.

L’infezione da funghi può essere molto leggera e causare pochi disturbi, ma a volte può estendersi su vaste aree e causare irritazione ai piedi, caviglie e gambe.In certi casi queste infezioni possono riconoscersi senza difficoltà, ma a volte possono sorgere dubbi.  Fra le dita, una condizione di iperidrosi per esempio può similare un’infezione funginea pochè vi possono essere calli molli umidi e lesioni della pelle. Quindi è importante riuscire a fare una corretta diagnosi differenziale dalle altre patologie dermatologiche.

Le più comuni localizzazioni delle dermatomicosi sono gli spazi fra le dita, in particolare il 4° e il 5°. Questa infezione interdigitale è spesso associata anche a iperidrosi. Un altro comune localizzazione è il bordo interno del piede , dietro le teste metatarsali, attorno al calcagno e sulla superficie dorsale delle dita.

Le infezioni funginee nei piedi sono molto comuni e sono spesso associate ache a una anomala posizione delle dita .Quando, per esempio, il 5° dito si trova in posizione anomala sotto il 4° l’abrasione tra le 2 dita e la stretta aderenza può essere causa di umidità terreno fertile per i miceti

Vi sono tre stadi nel decorso dell’infezione uno stadio acuto, uno stadio subacuto e uno stadio cronico.

  • Nello stadio acuto il fungo cresce rapidamente, si formano vescicole piccole o raggruppate e pruriginose con contenuto sieroso di colore paglierino e si riuniscono al di sotto e attorno alle dita.
  • Nella stadio subacuto  l’eruzione vescicolare può estendersi senza causare sintomi violenti. Queste vesciche non si rompono      spontaneamente , ma sfregando la pelle. La superficie della vescica cade lasciando o riassorbendo il fluido, rimane così una scaglia cheratinosa che alla fine si sfalderà lasciando una chiazza rossastra  che può facilemente essere confusa per un eczema.
  • Nello stadio  cronico , che è il più diffuso, il sintomo più rilevante è il prurito tra le dita e dolorose spaccatura nella pelle. Vi è un ipercheratosi associata spesso con la formazione di calli molli che emanano un odore sgradevole,

Queste condizioni croniche sono spesso molto ostinate e possono presentarsi periodicamente.

Il trattamento può essere sia topico che locale, si consiglia di solito di iniziare il trattamento topico e in caso di insuccesso di associare il trattamento orale. Gli antimicotici topici, si dovranno utilizzare  in pazienti con infezioni epidermiche  lievi e superficiali senza complicazioni. Il fallimento del trattamento topico potrebbe essere legato ad una scorretta applicazione da parte del paziente, quindi terminare prima dei giorni previsti, oppure le indicazioni del trattamento non sarebbero state corrette. Il trattamento per via orale si applica nelle infezioni croniche ricorrenti o nei casi in cui il trattamento topico debba fallire.

Tra le terapie più efficaci vi è l’associazione tra clotrimazolo e tolnaftato, ma è importante istruire il paziente a una quotidiana igiene lavando i piedi con saponi acidi, asciugando i piedi soprattutto tra le dita e cambiando quoditianamente le calze preferibilmente di cotone bianche.

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